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MAN. Due esempi Venezia e Milano

Cosa fanno i nostri vicini di Venezia o quelli di Milano, quale sarà il loro futuro ? In occasione dell’Innovation Forum organizzato da Idc a Milano il Vicesindaco di Venezia, Vianello per capire per esempio se sarà Milano a dare turisti a Venezia o viceversa ha esposto l’esperienza condotta nel capoluogo veneto. A mio avviso sono contributi utili a capire come chi ha già scelto, quale controindicazione ed opportunità vi siano.

La Repubblica della Serenissima ha un’esperienza da proporre, che trova proprio nella rete la sua premessa e la base delle iniziative veneziane. Vianello . “Abbiamo steso diecimila km di fibra ottica di nostra proprietà perché siamo convinti che la Rete ci dà un vantaggio competitivo straordinario. A noi non ci colonizza nessuno”. Così i residenti hanno accesso gratuito alla rete e 650 hot spot coprono la città.

Scelta diametralmente opposta a quella di Milano dove la rete è stata ceduta, secondo alcuni a poco prezzo, riservando al Comune la possibilità di utilizzo per 10 anni del 15% della rete. Inoltre, proprio in occasione dell’Innovation Forum, l’assessore all’Innovazione del Comune di Milano Luigi Rossi Bernardi ha escluso la copertura totale wireless della città.

Il centro storico di Venezia ospita 70mila residenti che corrispondono però a 350.000 abitanti reali ogni giorno per venti milioni di turisti l’anno. Questa la realtà di una città unica al mondo la scelta strategica di puntare sulla rete significa la rinuncia alla card per turisti “che è uno spazio finito e non ha senso se non è collegata alla Rete”.

Poi c’è Venice Connected che più che un portale di e-commerce in quattro lingue (ma mancano ancora cinese, giapponese e russo) è uno strumento utile anche per regolare il traffico dei turisti. Sul portale a seconda del periodo si possono prenotare e acquistare biglietti per i trasporti, musei e accesso al parcheggio comunale che variano a seconda del periodo. Se si è in bassa stagione si paga meno per gli stessi servizi rispetto all’alta stagione. E nel servizio è inclusa la possibilità di collegarsi alla rete wi-fi da piazza San Marco e Parco San Giuliano.

Ai turisti viene fornito un unico Pnr (Personal Number of Registration), numero di identificazione, valido per ogni tipo di servizio e il rapporto di conversione visite al sito/acquisti è del 4,40%, dato non paragonabile a quello di una qualsiasi negozio di e-commerce ma comunque molto alto.

“E non abbiamo ancora speso un euro per fare pubblicità tramite Google”, aggiunge Vianello che non rinuncia a utilizzare i widget per convogliare traffico su Venice Connnected e ha attivato anche una collaborazione con il Mit di Neogroponte.

Il sistema Argos monitora il traffico nel Canal Grande, forum e blog raccolgono le opinioni dei veneziani e il tutto si basa su sistemi Open source. Vianello non pare essere un appassionato delle soluzioni proprietarie. Infatti le soluzioni sono a disposizione di altre amministrazioni a patto che lo siano reciprocamente anche gli eventuali miglioramenti.

In tutto questo manca ancora un passaggio, ed è la pensilina del futuro dove veneziani e turisti aspettano il vaporetto. Nel 2009 comparirà un prototipo perché la pensilina di domani sarà molto diversa da quella attuale. “Sarà un luogo di connettività” dove si aspetterà il vaporetto a idrogeno che è uno dei progetti finanziati dal bando sulla mobilità sostenibile di industria 2015.

Firenze e MIT insieme per Smart City del futuro

A Firenze aiutati niente nientepopodimeno che dal M.I.T. di Boston (in pratica la massima autorità in tema di tecnologia).

FIRENZE/PROVINCIA: PROGETTO ‘FLORENCE SMART CITY’ PER INNOVAZIONE
(ASCA) – Firenze, 23 mar – Al via il progetto ‘Florence smart city’, uno studio di fattibilita’ di progetti altamente innovativi per l’area metropolitana fiorentina, come la connettivita’, la sostenibilita’, l’intelligenza tecnologica urbana, le nuove forme di comunicazione e di social network. Il piano e’ stato lanciato nel corso di un focus group in occasione della visita al Mit di Boston del presidente della Provincia Matteo Renzi. Lo studio si avvarra’ della supervisione scientifica del Mit e sara’ coordinato a livello fiorentino dalla Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione, partecipata dalla Provincia di Firenze e dall’Universita’ di Firenze. Il progetto ‘Florence Smart City’ godra’ dei contributi di centri di eccellenza, come quelli che arriveranno dall’ateneo fiorentino, e dai centri di ricerca di aziende leader mondiali nel settore dell’innovazione Al centro degli incontri di Boston c’e’ il tema dell’infomobilita’. In particolare e’ stato discusso il progetto ‘Wimove’, che ha per obiettivo quello di realizzare una gigantesca ‘bolla’ wireless di 8 km lungo la linea 1 del tram, da Firenze a Scandicci.

Questa struttura di connettivita’ permettera’ di avere collegamento wireless gratuito sul tram e alle fermate della linea, nonche’ fruire di servizi di infomobilita’ in tempo reale quali la videocomunicazione, l’informazione sui tempi di attesa degli altri mezzi pubblici circolanti nell’area. In arrivo anche un sistema di ‘paline intelligenti’ per le linee degli autobus fiorentini.

Internet of things, la Comunità Europea parla del nuovo concetto di reti ubiquitarie

Le reti ubiquitarie non sono solo nel programma del presidente Obama, ma anche Brussels le ha poste a fondamento di un documento ufficiale intitolato “Early Challenges regarding the “Internet of Things””.
Si sta comprendendo come uno degli ambiti di maggior sviluppo della Rete e delle tecnologie ad esse collegata riguarderà inevitabilmente l’Ubiquitous Internet, ovvero la possibilità di accedere a servizi e informazioni tramite device di diverso genere, senza limiti di luogo e di tempo e nella modalità appropriata al contesto.

Dai primi concetti elaborati alla fine degli anni 90 quando si è iniziato a parlare di “Ubiquitous computing”, “pervasive computing” si è giunti ai giorni nostri parlando di “physical computing” e “everyware”.

Ora nel momento in cui la tecnologia è realmente pronta a seguire le motivazioni sociali ed economiche sta prendendo piede il concetto di “Internet of things“, cioè la creazione di un ambiente in cui è presente una costante interconnessione tra Internet ed oggetti fisici di uso quotidiano.

Non si parla solo dell’utilizzo delle tecnologie RFID (Radio Frequency IDentification) nella logistica e NFC (Near Field Communications) nei micropagamenti, oggi tra i primi esempi pratici delle opportunità offerte dall’Internet of Things. Ma come nell’Europa del 2015 un bilione di telefonini consentiranno di svolgere tutte le principali operazioni dei consumatori, di come grazie ai nuovi sensori si potranno monitorare i parametri vitali (battito, pressione e respirazione [e-health]) come gli stessi sensori ci consentiranno di ridurre sensibilmente l’utilizzo delle risorse naturali (gas, acqua ed petrolio [e-energy]) ma anche di migliorare la qualità dell’ambiente (valutando condizioni del traffico, dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua) [e-environment].

L’intenzione dell’UE, è quella di di giungere rapidamente ad un modello di sviluppo comune che salvaguardi alcuni importanti tematiche etiche sociali come la privacy e la sicurezza del trattamento di tutte queste informazioni.

In allegato troverete il documento dell’UE, mentre per gli internauti un link http://www.iot-visitthefuture.eu/ per approfondire alcuni argomenti, la sezione video presenta dei filmati esplicativi delle applicazioni possibili.