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Idrogeno e off-grid. Speriamo !

Il progetto 100k di CucinellaEcco una buona notizia, quelle che si leggono volentieri perché mescolano hi-tech, tutela dell’ambiente, energia rinnovabile e risparmio economico.

Anche il nome è d’auspicio, si chiama La fabbrica del sole. La prima esperienza d’idrogenodotto al mondo in area urbana è stata condotta in provincia di Arezzo.
L’iniziativa ha coinvolto oltre La Fabbrica del Sole, l’Enea e numerosi soggetti istituzionali quali partner economici, nella frazione di S. Zeno, una della zone a più alta concentrazione di ditte orafe che già utilizzava l’idrogeno ad esempio per le saldature.

Ma la best practice della Fabbrica del sole, ripensa i consumi di energia, gas, reflui utilizzando sole, acqua e pioggie.

Rubbia (nobel per la fisica 1997) ha detto: «L’eolico è inutile – Puntiamo su sole e idrogeno», e qui in Toscana, sembra che lo abbiano preso alla lettera puntando addirittura all’autosufficienza energetica.

L’impiego dell’idrogeno è più innovativo (perchè non emette CO2 e quindi non inquina) e unito alla miniaturizzazione per la singola utenza domestica rappresenta una scoperta rivoluzionaria.

L’elettrolizzatore (che non più grande di un baule e può stare ovunque, in giardino come accanto alla lavatrice) scinde la molecola dell’acqua ottenendo l’idrogeno. L’acqua ovviamente è quella piovana raccolta in una cisterna sotterranea.

L’idrogeno lo si conserva in bombole a bassa pressione oppure lo si trasforma in energia per l’uso domestico, essendo un gas lo si può utilizzare per attivare la caldaia, il forno e i fornelli, ma può essere usato anche come elettricità, se non c’è sole né vento e i pannelli solari e la turbina eolica non possono produrla.

In questo caso, l’idrogeno alimenta la fuell cell, un altro generatore che funziona attraverso un processo elettrochimico.

L’impianto progettato dal Politecnico di Milano che utilizza solo idrogeno ed energia solare viene utilizzato anche per il raffrescamento, secondo il principio già utilizzato ampiamente a livello industriale con il ciclo del freddo nei frigoriferi. La temperatura più bassa raggiunta è stata di 16,7′°.

Un futuro quindi Off grid, senza reti, senza fornitori e senza bollette.

L’esempio riportato è quello di un contadino che vive della sua terra: il sistema off-grid funziona con la stessa logica. Il condomino vive dell’energia che coltiva lui stesso, senza inquinare.

Una soluzione per tutto, anche per i liquami che non sarebbe più necessario scaricarli nella fognatura. Finiscono in una vasca himoff per essere decantati, poi in un’altra vasca fitodepurativa, coperta di ghiaia e diventano concime utile alle piante che vi crescono.

L’acqua che resta, dovrebbe essere, inodore e incolore, è travasata in una cisterna sotterranea e riscaldata per essere utilizzata come riscaldamento incanalandola nelle serpentine installate dietro i muri radianti, in un sistema off-grid non ha senso avere termosifoni, in quanto rappresentano uno spreco.

L’acqua piovana può essere utilizzata anche per lavare i denti, prima di sgorgare e bagnare lo spazzolino, viene purificata dai batteri attraverso un filtro agli ultravioletti e ripulita dalla polvere attraverso uno ai polimeri.

Come tutte le cose nuove per ora ha costo di impianto ancora elevati, ma si punta al 10% del valore dell’immobile. Il rientro con queste prospettive sembra assicurato.

L’esperienza di Arezzo, assieme al progetto dell’Arch. Cucinella di abitazioni zero emissioni che è in via di approvazione a Settimo Torinese, rappresenta il giusto mix tra design, ambiente e tecnologia.

Fonti:
- Fabbrica del sole;
- Il progetto di Cucinella
- la casa da 100 mila euro